Centro Studi Terra e Cielo

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La Via della Vita

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I principi della Riflessologia Plantare

“Il corpo contiene tutto ciò che la persona porta con sé nel viaggio della vita”.

L’uomo, collocato tra il cielo e la terra, riceve energia da entrambi.

Questa energia “vitale” è propria di ogni individuo e gli permette di esistere in quanto essere, solo ed unico, con le sue forze e le sue debolezze, le sue qualità ed i suoi difetti, i suoi eccessi e le sue carenze.

Nel corso di tutta la sua vita l’uomo riceve ed integra l’energia del Cielo (in particolare attraverso i polmoni e la respirazione, il “Soffio”) e della Terra (in particolare attraverso lo Stomaco e l’alimentazione, il “Nutrimento”).

L’armonia del corpo è dovuta alla corretta circolazione dell’energia vitale al suo interno, che scorre attraverso i canali “sottili” (cioè non individuabili dai sensi), detti “meridiani”.

Esistono 12 meridiani “organici”, ossia in relazione ad uno specifico organo e 2 meridiani “complementari” che riguardano la parte anteriore del corpo per le energie Yin e la parte posteriore del corpo per le energie Yang.

Sebbene non corrispondano ad alcun circuito fisiologico specifico, essi esistono e permettono a tutta la nostra realtà umana, fisica, psicologica e spirituale di funzionare.

Essi collegano il corpo e la mente; l’energia che trasportano in profondità ed in superficie e secondo delle traiettorie ben precise e definite, serve sia a far funzionare l’organo sia a sostenere la funzione psicologica ad esso associata. Grazie ad essi possiamo “collegare” le cose dentro di noi.

Quando il flusso in uno di questi canali è ostruito, si crea una situazione di squilibrio.

Una concentrazione o cristallizzazione in un qualunque punto di una sezione, agisce da blocco energetico: come un ostacolo che bloccasse un corso d’acqua, normalmente evidenziata con una forte sensibilità, una callosità o presenza di cristalli sottocutanei.  Essa provoca uno stato di eccesso a monte ed uno stato di carenza a valle del punto di blocco. In tal modo, il corpo subisce gli effetti di un blocco energetico ed il problema che ne deriverà rappresenta l’evidenza del cattivo funzionamento dell’organo riflesso.

Parimenti, la presenza di un “vuoto” in un qualunque punto di una sezione evidenzierà una carenza energetica nell’organo riflesso corrispondente.

L’applicazione pratica della riflessologia plantare consiste nella ricerca del punto sensibile del piede che è in relazione con un dolore o un disturbo in un’altra parte del corpo.

La riflessologia stimola e stabilizza le carenze di energia dell’uomo offrendo la possibilità di raggiungere uno stato di rilassamento, il superamento del dolore e, in conseguenza, un corretto equilibrio psicofisico.

Il massaggio riflesso elimina i blocchi, ripristina la circolazione energetica e restituisce al corpo la sua armonia di funzionamento.

Immaginiamo di vedere la figura di un uomo seduto, sovrapposta a quella di due piedi affiancati di pari dimensioni; sarà immediatamente evidente la quasi sovrapposizione dei contorni con la testa in corrispondenza degli alluci, le spalle della base delle dita, la colonna vertebrale lungo il bordo interno, etc..; altrettanto, avviene se lo si guarda lateralmente.

Parimenti, se dalla posizione eretta ci pieghiamo fino a portare le mani in corrispondenza dei piedi, immediatamente noteremo la corrispondenza tra anca e spalla, coscia e braccio, gomito e ginocchio, polpaccio ed avambraccio, caviglia e polso, mano e piede.

Così come, flettendo gli arti e portando la mano alla spalla ed il piede al gluteo, troveremo corrispondenza tra  palmo della mano e pianta del piede, parte interna dell’avambraccio (muscolo brachioradiale) e polpaccio (gastrocnemio), gomito e rotula, rilievo osseo dell’avambraccio (ulna) e stinco (tibia), gomito volare e cavo popliteo, parte anteriore del braccio (bicipite) e parte posteriore della coscia (bicipite del femore), parte posteriore del braccio (tricipite) e parte anteriore della coscia (retto del femore).

La teoria zonale stabilisce che il corpo umano è suddiviso in 2 parti da un asse verticale, in ciascuna delle quali si individuano 5 zone energetiche longitudinali che partono dalla testa e raggiungono le dita delle mani e dei piedi.

Il piede destro rappresenta la metà destra del corpo. Il piede sinistro la metà sinistra.

Nell’alluce vi sono tutte e 5 le zone della testa.

La suddivisione verticale consente di identificare la posizione longitudinale delle zone riflesse: un organo o una ghiandola in una zona specifica del corpo avranno il loro riflesso nella corrispondente zona del piede; in tal modo, una sensibilità particolare localizzata in un’area specifica del piede, vi segnalerà che potrebbe esserci qualcosa di anormale nell’organo o nella ghiandola riflessa.

Per comodità di orientamento, suddividiamo ulteriormente il corpo in 4 aree  delimitate da 3 linee trasversali; la prima nella zona delle spalle sul cingolo scapolare, la seconda in corrispondenza del margine costale inferiore e del diaframma, la terza in corrispondenza delle anche e del cingolo pelvico. Un’ultima importante linea di riferimento è il tendine che si trova tra l’alluce ed il 2° dito ed facilmente localizzabile piegando le dita all’indietro (per averne la prova, una volta localizzato, premetelo e se l’alluce si piegherà in avanti, avrete trovato il tendine).

Le linee trasversali ci aiutano ad identificare la posizione dei punti riflessi; il capo ed il collo, ad esempio, si trovano in corrispondenza delle falangi delle dita, gli organi della cavità toracica e della parte superiore dell’addome sui metatarsi, e gli organi del bacino in corrispondenza del tallone e del malleolo.

L’utilizzo di questa struttura a reticolo, tracciato sul corpo umano, consente di individuare testa e collo al di sopra del cingolo scapolare, organi della cavità toracica e parte alta dell’addome tra questa ed il diaframma, organi addominali  e del bacino tra diaframma ed anche.

In riflessologia plantare questa ripartizione è utile a titolo di riferimento anatomo-topografico, secondo il medesimo meccanismo per cui la sfera terrestre è divisa in paralleli e meridiani.

In questo modo il piede, ma anche le mani, diventano le mappe tridimensionali del nostro corpo, su cui identificare in linea di massima le zone riflesse, tenendo conto comunque che ogni piede o mano ha proprie caratteristiche peculiari dovute alla struttura osteoarticolare; compito del riflessologo è individuare su ciascun paziente la posizione esatta dei punti riflessi.

I piedi rispecchiano il corpo umano, quindi, su entrambi i piedi si trovano i punti riflessi degli organi doppi e di quelli centrali, mentre quelli collocati da un solo lato del corpo vanno ricercati sul corrispondente piede. Per il principio della comunicazione energetica, simile al principio fisico dei vasi comunicanti, il trattamento su un punto energetico interesserà anche tutti gli altri punti della stessa zona, poiché tutti gli organi collocati nella medesima zona energetica sono in comunicazione tra di loro.

Questa è la ragione per cui, con il trattamento su piedi e mani, le parti più periferiche del nostro corpo, si va ad influenzare gli organi interni.

Il compito della riflessologia plantare è quello di riattivare le funzioni fisiologiche primarie delle parti, per riarmonizzarle con il tutto, a partire dalla riduzione del disagio. Al centro deve essere posta la persona ed il suo equilibrio omeostatico, mentre i sintomi che ne manifestano il disagio sono utili segnali per capire ciò che è bloccato nel sistema.

Il suo punto di vista è quello della Terra, rappresentata dai piedi, ed è perciò attraverso il corpo “materia” che agisce; attraverso la materia, forma densa di energia, possiamo agire anche su piani meno densi, più sottili.

Agendo sulla base d’appoggio, possiamo modificare elementi che suggeriranno al corpo ulteriori aggiustamenti compensativi, per questo bisogna operare sempre su tutto il piede e non solo sui riflessi dolenti. Tutto il piede rappresenta tutto il corpo. Se una parte non è in armonia, tutto deve essere verificato, riassestato e rimesso a punto.

E’ sempre dal piede che dobbiamo partire, non dalle mappe, ed i piedi di ciascuno di noi sono unici e ci offrono tutti gli elementi necessari per individuare con precisione le aree ed i punti riflessi su cui è necessario lavorare.

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